Attività fisica e salute mentale

Dott.ssa Truglia Psicologa Pescara Assisi

L’equilibrio psichico di ogni individuo si appoggia su un triplice versante di natura bio- psico- sociale (Gillièron, 1995): l’attività fisica può riguardare più o meno direttamente sia il fronte biologico- somatico sia i versanti psico-sociali.

L’attività fisica può essere interpretata in relazione alla salute mentale come:

  • modalità di trattamento di disturbi mentali;
  • attività di prevenzione;
  • modalità per migliorare il benessere di coloro che presentano una sofferenza psichica;
  • modalità per migliorare il benessere mentale, oltreché fisico, dell’intera popolazione (Fox, 1999).

Una review di Penedo e Dahn (2005) ha analizzato contributi scientifici eterogenei con l’obiettivo di indagare la relazione tra mobilità e salute psicofisica, concludendo che sono sempre più numerose le evidenze che supportano l’importanza della mobilità attiva su outcome sia fisici sia psicologici. Tra questi è possibile includere un miglioramento degli stati d’umore e qualità della vita.

Attività motoria e salute mentale: la depressione

Mutrie (1999) ha evidenziato che l’attività motoria è associata a un minore rischio di sviluppare depressione clinica. Studi epidemiologici dimostrano che uno stile di vita sedentario è associato a depressione, con una correlazione più forte nelle donne e in adulti con età superiore ai 40 anni (Buckworth, Dishman, 2002). Trend simili sarebbero riscontrabili anche in adolescenti (Sund et al., 2004). Associazioni analoghe sono ravvisabili con i disturbi d’ansia (Goodwin, 2003).

I fattori che, in modo dinamico, possono mediare o sottostare all’associazione tra attività fisica e alcuni disturbi mentali sono di diversa natura e comprendono aspetti evolutivi, neurobiologici e psicologici (Cotman and Berchtold 2002; Cohen and Rodriguez 1995).

In adolescenza

L’incremento di attività motoria durante il tempo libero negli adolescenti si associa significativamente a un decremento dei sintomi depressivi, misurati lungo un intervallo temporale di 2 anni (Penedo, Dahn, 2005).

In età adulta

Otha et al. (2007) hanno indagato l’associazione tra attività fisica e, separatamente, tempo libero e spostamenti casa-lavoro. Gli autori dello studio hanno riscontrato effetti benefici soprattutto negli uomini che effettuavano spostamenti attivi nel tragitto casa-lavoro di durata pari o superiore a 30 minuti, in bici o a piedi.
Tali benefici dell’attività fisica sono risultati significativi rispetto allo stato di salute mentale dei partecipanti allo studio [1]. La mobilità attiva di “dà energia” e produce stati d’animo e d’umore positivi: ciò è ampliamente supportato.

Attività fisica e benessere

Stephens (1988) riporta alcune evidenze epidemiologiche che mostrano una chiara associazione tra attività fisica e indici di benessere soggettivo. Biddle (2000) sottolinea un effetto positivo sull’umore di esercizi fisici di moderata intensità.
Ekkekakis e collaboratori (2000) hanno evidenziato che brevi camminate all’aperto, svolte in gruppo e integrate nella routine quotidiana dei partecipanti si associano a una maggiore attivazione delle risposte affettive con valenza positiva.

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Note

[1] Valutato mediante il questionario self report General Health Questionnaire (GHQ) (Goldberg, Blackwell, 1970), impiegato come strumento di screening nella rilevazione di disturbi psicopatologici.

Bibliografia

Biddle S.J.H. (2000). Emotion, mood and physical activity. In: Biddle SJH, Fox KR, Boutcher SH (eds). Physical activity and psychological well-being. London: Routledge.

Buckworth J., Dishman R. K. (2002). Exercise psychology. Champaign, IL: Human Kinetics.

Cohen S, Rodriguez R (1995) Pathways linking affective disturbances and physical disorders. Health Psychol 15:374–380

Cotman CW, Berchtold NC (2002) Exercise: a behavioral intervention to enhance brain health and plasticity. Trends Neurosci 25(6):295–301

Ekkekakis P., Hall E. E., et al. (2000). Walking in (Affective) Circles: Can Short Walks Enhance Affect? Journal of Behavioral Medicine, Vol. 23, No. 3.

Fox K.R. (1999). The influence of physical activity on mental well-being. Public Health Nutrition: 2(3a), 411–418 411

Gillièron E. (1995). Il primo colloquio in psicoterapia. Ed. Borla.

Goodwin R. D. (2003). Association between physical activity and mental disorders among adults in the United States. J Prev Med; 36: 698- 703.

Mutrie N. (2000). The relationship between physical activity and clinically defined depression. In: Biddle SJH, Fox KR, Boutcher SH (eds) Physical activity and psychological well-being. London: Routledge

Otha M., Mizoue T., et al (2007). Effect of the Pshysical Activities in Leisure Time and Commuting to Work on Mental Healt. J Occup Health; 49: 46- 52.

Penedo F.J., Dahn J.R. (2005). Exercise and well-being: a review of mental and physical health benefits associated with physical activity. Curr Opin Psychiatry. Mar;18(2):189-93.

Stephens T. (1988). Physical activity and mental health in the United States and Canada: evidence from four population surveys. Prev Med, Jan;17(1):35-47. Sund A. M., Larsson B., et al. (2004). Does physical activity protect against depressive symptoms in early adolescence? In: Sund AM, editor. Development of depressive symptoms in early adolescence. The youth and mental health study. Trondheim: NTNU.

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