21/09: Giornata Mondiale Alzheimer

Giornata Mondiale Alzheimer informazione e prevenzione

Come ogni anno, il 21 settembre ricorre la Giornata Mondiale dell’Alzheimer.

La Malattia di Alzheimer rappresenta oggi la demenza più diffusa al mondo (Brookmeyer et al., 2011). I dati epidemiologici stimano che nel 2015 46,8 milioni di persone erano affette da Alzheimer e si prevede che questa cifra sia destinata a salire fino a raggiungere 131,5 milioni di persone nel 2050 (Alzheimer Disease International, 2016). Parallelamente, crescono anche i costi economici globali del disturbo che, nel 2015, ammontavano a 818 miliardi di dollari. Il report del Alzheimer Disease International, la federazione mondiale delle associazioni che si occupano di Alzheimer, aggiornato al 2018 verrà rilasciato oggi.

La storia del disturbo

Nel novembre del 1901, nell’ospedale psichiatrico di Francoforte arrivò all’osservazione di Alois Alzheimer, psichiatra e neuropatologo tedesco, una donna di 50 anni, Auguste D. La donna venne ricoverata a seguito di una sintomatologia che mostrava un rapido peggioramento e un crescendo di intensità, come riferì suo marito.
All’iniziale presenza di sintomi paranoidei, si affiancarono ben presto disturbi della memoria e del sonno, aggressività, attacchi di pianto e un progressivo stato confusionale (Alzheimer, 1907; Hippius, Neundörfer, 2003). Questo rappresenta, nella letteratura scientifica specializzata, il primo caso clinico della demenza che successivamente prese il nome del medico tedesco che si trovò a riconoscere, per la prima volta, alcuni degli elementi neurofisiopatologici caratteristici del disturbo.

La sintomatologia del paziente con Malattia di Alzheimer

Sebbene la sintomatologia iniziale possa variare sensibilmente di persona in persona, la fase di esordio del disturbo si caratterizza principalmente per la progressiva compromissione della memoria episodica (Lindau et al., 2000; Albert et al., 2007).

Funzioni esecutive

Mentre alcuni studi sono concordi nella compromissione delle funzioni esecutive, già in una fase iniziale del disturbo (Lafleche, Albert, 1995; Baudic et al., 2006), altri considerano tali alterazioni inizialmente piuttosto rare (Broks et al., 1996) o comunque un riflesso della severità del disturbo (Pillon et al., 1986).

Attenzione

Alcune evidenze sperimentali comunicano la presenza di alterazioni dei processi attentivi come l’attenzione visiva (Faust, Balota, 1997), l’attenzione divisa (Duchek, Balota, 2005; Baddeley et al., 2001), il task switching (Belleville et al., 2008) e l’attenzione selettiva (Balota, Duchek, 1991; Castel et al., 2007; Spieler et al., 1996) che caratterizzano il paziente affetto da Alzheimer in misura maggiore dell’anziano sano.

Linguaggio

A livello linguistico, il primo deficit osservabile è l’anomia (Nicholas et al., 1985). In questa fase, la comprensione non sembrerebbe intaccata se riferita a parole e frasi semplici, inserite in un contesto linguistico strutturato e concreto (Kempler, 1991) mentre potrebbe venir meno in presenza di un linguaggio più astratto (Kempler, 1988). In una fase più avanzata del disturbo peggiorano sia le abilità di produzione sia di comprensione per arrivare successivamente ad un linguaggio difficilmente interpretabile a causa del vasto impiego di parafrasie e per la mancanza di coerenza (Kempler, 1991).

Difficoltà nella quotidianità

Un altro aspetto caratteristico è la difficoltà nel mantenimento dell’indipendenza nelle azioni e nella routine della vita di tutti i giorni. Le attività quotidiane diventano sempre più ingestibili con la progressione del disturbo, così come le attività strumentali (Holson, 2008). Man mano che il disturbo progredisce, attività come lavarsi, vestirsi, alimentarsi o come gestire il denaro, governare la casa, preparare il cibo, prendere farmaci e utilizzare i mezzi di trasporto possono non essere appropriatamente affrontate senza il sostegno e l’intervento di uno o più caregivers (National Alliance for Caregiving and AARP, 2009). Il disturbo in questo modo diventa progressivamente più invalidante per il paziente nonché frustrante e doloroso per i parenti.
Un intervento precoce e, più in generale, azioni preventive assumono fondamentale importanza in quanto i trattamenti farmacologici attuali sono in grado solamente di “rallentare” il disturbo.

Sensibilizzare per fare passi in avanti 

La Giornata Mondiale dell’Alzheimer rappresenta dunque la possibilità di sensibilizzare, divulgare e aumentare, a livello globale, la consapevolezza di questa malattia nonché dell’impatto e delle ripercussioni che questa ha sulle famiglie che, purtroppo, vengono direttamente coinvolte.

Per accedere al nuovo report, aggiornato al 2018, clicca qui.

Bibliografia

  • Brookmeyer R, Evans DA, Hebert L, Langa KM, Heeringa SG, Plassman BL, Kukull WA. National estimates of the prevalence of Alzheimer’s disease in the United States. Alzheimers Dement. 2011 Jan;7(1):61-73.
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  • Spieler D.H., Balota D.A., Faust M.E. Stroop performance in healthy younger and older adults and in individuals with dementia of the Alzheimer’s type. Journal of Experimental Psychology: Human Perception & Performance. 1996; 22: 461– 479.

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