Mobilità attiva e salute psicofisica

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C’è un rapporto tra la mobilità attiva e la salute psicofisica?

Le più recenti revisioni della letteratura internazionale evidenziano l’importanza della mobilità attiva in ambito psicologico per la salute psicofisica dell’individuo lungo tutto il ciclo di vita. In particolar modo, la mancanza di attività fisica è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, ictus, cancro al seno e cancro al colon, diabete di tipo II a cui va ad aggiungersi l’obesità. L’inattività è responsabile del 6% delle morti globali: 3.2 milioni per anno, di cui 670.000 morti premature. Per queste ragioni, occupa il quarto posto come fattore di rischio per la mortalità globale [1] (WHO, 2010).

Cosa evidenzia la letteratura?

In America, più di un terzo dei ragazzi di età compresa tra 9 e 15 anni vive a meno di un miglio di distanza dalla propria scuola. Tuttavia, solo il 47.5% di loro si reca a scuola a piedi o in bici almeno un giorno a settimana (Martin et al., 2007).

Se consideriamo gli spostamenti casa-scuola come la principale fonte di attività fisica nella quotidianità del bambino e della sua famiglia, soprattutto per quei bambini che non praticano sport nel tempo libero, ciò può destare preoccupazione. Infatti, è stato dimostrato che gli studenti che si recano a scuola a piedi e svolgono mobilità attiva hanno meno probabilità di essere in sovrappeso, come evidenziato da un punteggio inferiore di Indice di Massa Corporea (Ozdemir, Yilmaz, 2008; Rosenberg et al., 2006). Lo svolgimento di attività fisica durante l’infanzia e l’adolescenza assume un ruolo di primaria importanza anche nella prevenzione di quelle patologie la cui insorgenza si verifica successivamente, ad una età più avanzata, come ad esempio l’osteoporosi (Levine, 2012; Bailey et al., 1999; Bachrach, 2001; Heaney et al., 2000).

Mobilità attiva: i dati in Italia

Nonostante la percentuale di bambini italiani obesi e in sovrappeso abbia registrato un lieve calo nel 2016 rispetto agli anni precedenti, sono ancora 3 su 10 i bambini che presentano un peso eccessivo, tanto da porre l’Italia ai primi posti tra le nazioni europee con i valori più elevati per eccesso ponderale (OKkio alla salute, 2016). Il declino dell’attività fisica in Europa è stato illustrato nello studio di Riddoch et al. (2007): solo il 2.5% dei 5.595 bambini intervistati sembravano rientrare nei parametri previsti dalle linee guida per l’attività fisica previste per bambini e adolescenti. In Italia, il 6,9% dei bambini di età compresa tra i 5 e 10 anni e il 14,2% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni svolgono attività fisica come raccomandato dalle linee guida indicate dall’Oms (Istat, 2014).

E’ possibile ipotizzare che anche la crisi economica contribuisca ulteriormente al fenomeno della sedentarietà in quanto le famiglie, costrette a risparmiare, potrebbero “tagliare” le spese dedicate allo svolgimento di esercizio fisico [2]

L’attuale crisi può rappresentare un fattore socio-economico in grado di ostacolare l’attività motoria nei bambini, ponendoli in una situazione di rischio per la loro salute psicofisica.

Realtà ed esempi virtuosi: il Piedibus del Ben Essere

Su questi presupposti si basano interventi di comunità come il Piedibus del Ben Essere, messo in campo dal Dipartimento di Prevenzione della USLUmbria1 per contrastare le Malattie Croniche non Trasmissibili e la cui finalità consiste nella promozione della mobilità attiva in tutte le fasce di età per favorire la salute psicofisica dei cittadini.

Diventano pertanto indispensabili politiche sostenibili, tese alla promozione di attività motorie accessibili a tutta la popolazione e, potremmo quasi affermare, a costo zero. La possibilità di camminare lungo il tragitto casa-scuola diventa allora, più che mai, una risorsa a cui attingere per promuovere stili di vita salutari a livello psicofisico.

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NOTE

[1] Pressione alta, consumo di tabacco ed elevato livello di glucosio nel sangue rappresentano invece i primi tre fattori di rischio per mortalità.

[2] In modo simile a quanto avviene per la riduzione di alimenti sani, notoriamente più costosi del “cibo spazzatura” (Costa et al., 2012).

Bibliografia

Bachrach L. K. (2001). Acquisition of optimal bone mass in childhood and adolescence. Trends Endocrinol Metab, Jan-Feb; 12(1):22-8.

Bailey DA, McKay HA, et al. (1999). A six-year longitudinal study of the relationship of physical activity to bone mineral accrual in growing children: The university of Saskatchewan Bone Mineral Accrual Study. J Bone Miner Res;14:1672–9.

Costa G., Marra M., Salmaso S., Gruppo AIE su crisi e salute. (2012). Gli indicatori di salute ai tempi della crisi in Italia. Epidemiologia & Prevenzione  36 (6): 337-366.

Heaney RP, Abrams S, et al. (2000). Peak bone mass. Osteoporos Int., 11:985–1009

Istat, Regione Piemonte. 2014. Tutela della salute e accesso alle cure. Comunicato stampa del convegno La salute in Italia: l’indagine Istat del 2013. Roma, Auditorium del Ministero della Salute, 10 luglio 2014.

Levine M. A.  (2012). Assessing bone health in children and adolescents. Indian J Endocrinol Metab. 2012 Dec; 16(Suppl 2): S205–S212. doi:  10.4103/2230-8210.104040

Martin, S. L., Lee, S. M., et al. (2007). National prevalence and correlates of walking and bicycling to school. American Journal of Preventive Medicine, 33(2), 98 e 105.

Ozdemir, A., & Yilmaz, O. (2008). Assessment of outdoor school environments and physical activity in Ankara’s primary schools. Journal of Environmental Psychology, 28(3), 287 e 300.

Riddoch C.J., Mattocks C., et al. (2007). Objective measurement of levels and patterns of physical activity Arch Dis Child. Nov; 92 (11): 963–969. doi:  10.1136/adc.2006.112136

Rosenberg, D. E., Sallis, J. F., et al. (2006). Active transportation to school over 2 years in relation to weight status and physical activity. Obesity, 14(10), 1771 e 1776.

Spinelli A, Nardone P,et al. (2016). OKkio alla Salute 2016: i dati nazionali 2016. Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Cnapps-Iss. Dati disponibili all’indirizzo: http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/dati2016.asp

World Health Organization. 2010. Global Recommendations on Physical Activity for Health. Disponibile al sito del World Health Organization: http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/44399/1/9789241599979_eng.pdf?utm_source=blog&utm_campaign=r

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