Il sonno nella Malattia di Alzheimer

Sonno-Malattia-Alzheimer

L’architettura del sonno nella Malattia di Alzheimer sembra essere l’esacerbazione di quella dell’anziano sano, soprattutto se vengono presi in considerazione gli stadi più avanzati del disturbo.

Risvegli e sonno leggero

Infatti, il paziente con Malattia di Alzheimer presenta risvegli più frequenti e di durata maggiore. Questi comportano, di conseguenza, una percentuale maggiore di stadio 1 del sonno NREM (Non-Rapid Eye Movement), lo stadio di sonno che generalmente segue ad uno stato di veglia (Petit et al., 2004) e che pertanto rappresenta un sonno “leggero”.

Lo stadio 2 del sonno NREM, in questi pazienti, si caratterizza per un decremento dei grafoelementi tipici di questo stadio del sonno: i complessi K e i fusi del sonno (Reynolds et al., 1988). Tutto ciò rende gradualmente più problematica la distinzione tra stadio 2 e stadio 1.

Il Sonno a Onde Lente

La diminuzione del Sonno a Onde Lente che caratterizza il normale processo di invecchiamento fisiologico, viene considerata indicativa del sonno disturbato di tali pazienti (Crowley et al., 2005). Tuttavia, la letteratura scientifica di riferimento evidenzia pareri discordanti a tal riguardo.

Architettura del sonno nel paziente con Malattia di Alzheimer

Prendendo in considerazione tutti questi elementi, ne deriva che l’architettura del sonno nel paziente con Malattia di Alzheimer presenta una maggiore proporzione di sonno NREM rispetto agli anziani che non presentano il disturbo. Il REM (Rapid Eye Movement), d’altra parte, diminuisce a causa della minore durata degli episodi in cui compare. In uno stadio lieve di Alzheimer sembra variare solo la durata del REM, in quanto i fattori fisiologici implicati nell’avvio del sonno REM e, in generale, le sue caratteristiche rimangono invariate (Montplaisir et al., 1998; Petit et al., 2004). La ridotta percentuale di REM sembra essere spiegata dalla degenerazione, presente nell’Alzheimer, del nucleo basale di Meynert che ha la funzione di inibire il nucleo reticolare del talamo, il “generatore” del sonno NREM (Petit et al., 2004).

Il sundowning

Oltre a questo aspetto, un ulteriore elemento che rende ancor più complesso il sonno di questi pazienti e dei loro caregiver è il fenomeno di agitazione denominato “sundowning”. Tale fenomeno può essere descritto come un acutizzato comportamento riottoso o comunque irrequieto che si verifica a ridosso dell’orario serale e che solitamente precede il coricamento. Il sundowning, frequentemente riscontrato nei casi di demenza, contribuisce all’inasprimento delle difficoltà in sonno (Bhatt et al,. 2005).

Bibliografia

Bhatt, M.H., et al. 2005. Sleep and neurodegenerative disease. Seminars in neurology. Volume 25; 1: 39-51.

Crowley, K., et al. 2005. Differentiating pathologic delta from healthy physiologic delta in patients with Alzheimer Disease. Sleep; 28: 865-870.

Montplaisir, J., et al. 1998. Sleep disturbante and EEG slowing in Alzheimer’s Disease. Sleep Research Online; 1(4): 147-151.

Petit, D., et al. 2004. Sleep and quantitative EEG in neurodegenerative disorders. Journal of Psychosomatic research; 56: 487-496.

Reynolds, C.F., et al. 1988. Reliable discrimination of elderly depressed and demented patients by electroencephalographic sleep data. Archives General Psychiatry; 45: 258-264.

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