Workshop Training Autogeno Superiore

“Le visualizzazioni guidate”
Perugia, 29 e 30 giugno 2019

In cosa consiste il workshop sul Training Autogeno superiore?

A partire dal rilassamento fisico ottenuto attraverso gli esercizi inferiori del training autogeno, con il workshop sul training autogeno superiore effettueremo un percorso di visualizzazioni guidate che andranno a toccare specifiche dimensioni della personalità. Attraverso le visualizzazioni sarà possibile entrare in contatto con gli aspetti più profondi dell’inconscio.

Quando si terrà il workshop?

Nel week end del 29 e 30 giugno, con il seguente orario:
Sabato 29: 10-17 (con pausa pranzo)
Domenica 30: 10-14.

A chi è destinato?

Il workshop sul Training Autogeno Superiore è destinato a psicologi, medici, psicoterapeuti che abbiano una buona dimestichezza con gli esercizi inferiori del training autogeno. Il workshop non costituisce una terapia di gruppo ma è volta ad offrire un’esperienza di rilassamento e visualizzazione.
Può inoltre considerarsi come strumento utile per sviluppare e allenare la propria capacità eidetica.

Il workshop (Step I) può essere considerato come esperienza singola oppure propedeutico a un percorso di formazione professionale. In questo secondo caso, si terranno altri due workshop (Step II e Step III) nei prossimi mesi finalizzati a favorire l’acquisizione di competenze sull’utilizzo delle visualizzazioni guidate con il Training Autogeno.

Contributo associativo

E’ previsto un contributo associativo di 150 € per il singolo workshop (Step I) e di 350 € per i 3 workshop (Step I, II, III). Il contributo è comprensivo della quota associativa.

Ente organizzatore: Associazione Clinè
Conduttori: dott. Raffaele Di Cesare, dott.ssa Ilaria Truglia
Clicca qui per visionare l’Evento su Facebook
Per informazioni e prenotazioni: telefonare al 3899515569 oppure scrivere all’indirizzo e-mail: associazionecline@gmail.com

Igiene del sonno: regole d’oro per dormire bene

Nei casi in cui le difficoltà di sonno riguardano sia l’addormentamento che il mantenimento, può essere raccomandata un’educazione all’Igiene del sonno riguardante le regole d’oro per dormire bene. Con questo termine si intende indicare una serie di comportamenti che se adeguatamente seguiti possono influenzare la qualità e la quantità di sonno notturno; in particolare sembrerebbe avere effetti positivi in termini di un incremento del Tempo Totale di Sonno.

Si tratta di un intervento psicoeducativo, cioè una metodologia in cui vengono fornite informazioni utili a prevenire un disturbo o a sostenerne la cura; nello specifico, vengono prescritti dei comportamenti per correggere abitudini che potrebbero risultare controproducenti e dannose per il nostro sonno. La finalità è dunque quella di promuovere conoscenze e consapevolezza sul sonno, migliorando l’aderenza al trattamento contro l’insonnia.

Le norme per una corretta Igiene del sonno consistono in alcuni comportamenti virtuosi per il nostro sonno, poiché sono in grado di migliorarlo a livello fisiologico. E’ piuttosto semplice poter rispettare tali norme che generalmente riguardano la gestione di alcuni aspetti della quotidianità. Al tempo stesso però, può esservi scetticismo in merito alla loro reale efficacia. Ciò potrebbe derivare dal fatto che possiamo banalizzare e minimizzare alcuni comportamenti e abitudini.

 Al contrario, la letteratura scientifica documenta il fatto che una mancata osservazione di tali regole rappresenta un fattore in grado di cronicizzare se non addirittura peggiorare l’insonnia, indipendentemente dalla sua eziologia.

In particolar modo risulta importante poter capire come le regole per l’igiene del sonno influisca a livello della psicofisiologia del sonno.

Le norme per l’igiene del sonno possono essere raggruppate e distinte in:
ambientali: riguardanti cioè gli spazi in cui si dorme e le loro caratteristiche in termini di luminosità, presenza di rumori. Sono in grado di interferire negativamente con il nostro sonno quando non osservate in quanto possono rappresentare degli stimoli che attivano i sistemi della veglia.

comportamentali: includono una serie di comportamenti che possono contribuire o contrastare l’ “orologio interno” che regola il ciclo sonno- veglia.

dietetiche: consistono nel gestire consapevolmente specifici cibi e bevande che possono facilitare o meno il sistema della veglia.

Per effettuare una valutazione o una consulenza in merito al tema Igiene del sonno, prenota il tuo appuntamento al 389 9515569 oppure partecipa a Sonni d’oro, il gruppo di rilassamento e psicoeducazione per migliorare la propria qualità del sonno.

Insonnia: quando dormire diventa un problema

L’insonnia è il disturbo del sonno riscontrato più frequentemente; un problema diffuso, che può riguardare tutte le fasce di età. Viene definita come la difficoltà di inizio o mantenimento del sonno o da un sonno non ristoratore, accompagnata da una qualche forma di compromissione diurna come stanchezza e sonnolenza. Considerando congiuntamente i sintomi diurni e quelli notturni, circa il 10% della popolazione generale italiana soffre di insonnia (Cirignotta, 2019).

Le complicanze del disturbo sono molteplici, e le ripercussioni possono essere di natura psicosociale, lavorativa, economica e, ovviamente, relativa allo stato di salute.

Infatti, chi soffre di insonnia può presentare comorbidità con altri disturbi quali depressione, ansia e malattie cardiovascolari. A livello socio-economico, invece, il disturbo presenta dei costi indiretti derivati da assenteismo, minore rendimento sul lavoro ecc. Un’altra grave ripercussione è rappresentata dagli indicenti stradali.

E’ stato dimostrato che chi soffre di insonnia rischia di sviluppare depressione, rappresentando, di fatto, un possibile fattore predittivo (Riemann, 2009; Baglioni et al., 2010). Inoltre, le persone affette da depressione maggiore presentano, tra la sintomatologia depressiva, anche sintomi riguardanti l’insonnia (Riemann, Voderholzer, 2003; Tsuno et al., 2005).

Individui ansiosi o che riferiscono preoccupazioni possono impiegare più tempo per addormentarsi e presentare un sonno più leggero caratterizzato da un lato per una minore percentuale di sonno a onde lente (il sonno più “profondo”) e, dall’altro, per la presenza di più frequenti transizioni verso il sonno più “leggero”, rispetto al gruppo di controllo che non presenta sintomatologia  ansiosa (Fuller et al., 1997).

Secondo le evidenze scientifiche, chi soffre di Disturbo d’Ansia Generalizzato presenta più frequentemente un’insonnia da mantenimento del sonno piuttosto che una difficoltà nell’addormentamento (Monti, Monti, 2000).

Recenti studi hanno evidenziato inoltre l’associazione tra insonnia e malattie cardiovascolari: gli insonni sembrerebbero mostrare ipertensione ed elevato battito cardiaco a riposo, fattori di rischio per i disturbi  dell’apparato cardiovascolare (Spiegelhalder et al., 2010).

Per tutte le ragioni esposte, è particolarmente importante intervenire sull’insonnia prima che il disturbo si cronicizzi, così come effettuare appositi interventi preventivi.

Lundh and Broman (2000) hanno proposto un modello teorico che considera due processi potenzialmente implicati nell’insonnia: uno processo sleep-interfering, che interferisce con il sonno e uno  sleep-interpreting processes, cioè di interpretazione del sonno.

Nel primo caso rientrano alcune condizioni di arousal ed eccitabilità, situazioni in cui vi è un lento recupero a seguito di una eventi stressanti o in cui sono presenti conflitti e/o preoccupazioni emotive tra il soggetto e altre persone per lui significative. Queste condizioni possono incidere e determinare una difficoltà di sonno.

Rientrano nella seconda categoria di processi, invece, quella serie di credenze e atteggiamenti legati al sonno, talvolta accompagnati da standard perfezionistici (Lundh, Broman, 2000) (“Se non dormo almeno otto ore, domani sarò uno straccio”) o in cui è presente un’errata percezione del proprio sonno (“Questa notte non ho dormito per nulla”).

Trattamento psicologico ha dimostrato efficacia per gli adulti di tutte le età, inclusi gli over 65, sia in casi di insonnia primaria sia in condizioni di insonnia con comorbidità psichiatrica o medica (Schutte-Rodin et al., 2008).

Una meta-analisi condotta da Morin e colleghi (1999) ha evidenziato che una percentuale compresa tra il 70% e l’ 80% dei pazienti beneficia del trattamento non farmacologico, il 50% raggiunge risultati clinicamente significativi e circa un terzo diventa un buon dormitore.

Il trattamento più frequentemente utilizzato è quello cognitivo comportamentale e può essere effettuato sia individualmente sia in gruppo. Sebbene non sia stato effettuato un confronto diretto tra queste due modalità di trattamento, l’evidenza tratta da una meta-analisi sembrerebbe suggerisce una modesta superiorità della terapia individuale rispetto a quella di gruppo (Morin  et al., 1994). Le principali tecniche utilizzate nel trattare i disturbi del sonno e l’insonnia sono: il controllo degli stimoli, la restrizione del sonno, l’igiene del sonno e, infine, le tecniche di rilassamento.


Se sei interessato ad affrontare e gestire meglio il tuo problema di insonnia, prenota un appuntamento al 389 9515569. Per maggiori informazioni, clicca qui.

Bibliografia

  • Baglioni, C., Lombardo, C., Bux, E., Hansen, S., Salveta, C., Biello, S., Violani, C., Espie, C.A. 2010. Psychophysiological reactivity to sleep-related emotional stimuli in primary insomnia. Behav. Res. Ther. 48(6), 467–475.
  • Cirignotta, Fabio (2019). Epidemiologia dell’insonnia.
  • Fuller, K. H., Waters, W. F., Binks, P. G., & Anderson, T. 1997. Generalized anxiety and sleep architecture: a polysomnographic investigation. Sleep, 20(5), 370-376.
  • Lundh, L. G., & Broman, J. E. 2000. Insomnia as an interaction between sleep-interfering and sleep-interpreting processes. Journal of psychosomatic research, 49(5), 299-310.
  • Monti, J. M., & Monti, D. 2000. Sleep disturbance in generalized anxiety disorder and its treatment. Sleep medicine reviews, 4(3), 263-276.
  • Morin CM, Culbert JP, Schwartz MS. 1994. Non pharmacological interventions for insomnia: A meta-analysis of treatment efficacy. Am J Psychiatry; 151: 1172- 1180.
  • Morin, C. M., Hauri, P. J., Espie, C. A., Spielman, A. J., Buysse, D. J., & Bootzin, R. R. 1999. Nonpharmacologic treatment of chronic insomnia. Sleep, 22(8), 1134-1156.
  • Riemann, D. 2009. Does effective management of sleep disorders reduce depressive symptoms and the risk of depression? Drugs 69 (Suppl 2), 43–64.
  • Riemann, D., Voderholzer, U. 2003. Primary Insomnia: a risk factor to develop depression? J. Affect. Disorders 76 (1–3), 255–259.
  • Schutte-Rodin, S., Broch, L., Buysse, D., Dorsey, C., & Sateia, M. 2008. Clinical guideline for the evaluation and management of chronic insomnia in adults. Journal of clinical sleep medicine, 4(05), 487- 504.
  • Tsuno, N., Besset, A., Ritchie, K. 2005. Sleep and depression. J. Clin. Psychiat. 66 (10), 1254–1269.

Sonni d’oro: affrontare l’insonnia per dormire meglio

Sonni d’oro – da martedì 19 marzo 2019, Associazione Clinè organizza a Perugia un percorso di 8 incontri per affrontare l’insonnia e dormire meglio.

Sonni d’oro è un percorso di gruppo di 8 incontri per affrontare l’insonnia e dormire meglio!

Attraverso interventi di psicoeducazione potrai conoscere le regole per una buona Igiene del sonno mentre le tecniche di rilassamento (Training Autogeno) ti saranno di aiuto per gestire ansia e preoccupazioni, che possono presentarsi nel momento in cui ci si corica per andare a dormire.

Sonni d’oro è organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Clinè e avrà inizio martedì 19 marzo 2019, dalle ore 20 alle ore 21.15 circa.

Se il tuo obiettivo è quello di dormire meglio, affronta l’insonnia con “Sonni d’oro”!

Per prenotare, telefona al callto:3899515569 o scrivi una mail a: mailto:associazionecline@gmail.com

Il laboratorio è condotto dalla Dott.ssa Ilaria Truglia- Psicologa e Ph.D.


Corso di Conduttore di Training Autogeno di J.H.Schultz

Il corso, organizzato da Associazione Clinè, è rivolto a psicologi, psicoterapeuti e medici che intendono introdurre nella propria pratica professionale gli esercizi inferiori del Training Autogeno.

Attraverso questi esercizi  è possibile indurre uno stato psicofisico di:

  • rilassamento e autodistensione, utile per raggiungere uno stato di riposo
  • potenziamento delle prestazioni sportive e intellettuali
  • regolazione delle proprie risonanze emozionali
  • autoregolazione delle funzioni corporee vitali involontarie, come respirazione e battito cardiaco, digestione
  • riduzione del dolore (soprattutto da situazioni di rigidità muscolo-tensiva, lombalgie, dolore al collo, emicranie, cefalee ecc.)
  • autodeterminazione e formulazione di obiettivi personali di tipo professionale, sportivo, relazionale.
  • regolazione degli impulsi e delle abitudini nocive (alimentazione, fumo).

Gli ambiti di applicazione del Training Autogeno, clinici e non, sono molteplici: consulenza psicologica, psicoterapia, psicologia dello sport, psicologia del lavoro, riabilitazione, potenziamento, ascolto di sé.

METODOLOGIA: Il corso integra elementi teorici con la formazione pratico- esperienziale dei sei esercizi che caratterizzano il Training Autogeno.

ORGANIZZAZIONE: 6 incontri di 4 ore e uno intensivo di 7 ore, per un totale di 31 ore. Gli incontri avranno cadenza mensile e si terranno di sabato.

IL PRIMO INCONTRO SI TERRÀ SABATO 10 NOVEMBRE 2018.

Il corso si svolgerà a Perugia, presso la sede dell’Associazione Clinè, Strada San Galigano- Rimbocchi,14, 06125.

Per maggiori informazioni è possibile contattare telefonicamente il Dott. Lorenzo Truffi, responsabile dei corsi al 392 999 3571, oppure contattarmi personalmente al 389 951 5569 o compilando il modulo di contatto sottostante:

Altri link consultabili:

www.bioenergeticaumbria.it

Associazione Clinè

 

La diagnosi del carattere in psicologia clinica

La diagnosi psicologica consiste in un atto conoscitivo- pragmatico fondamentale che favorisce una comprensione profonda del cliente/paziente e permette di orientare la scelta del trattamento.

Quello di diagnosi rappresenta dunque un costrutto articolato e complesso, di primaria importanza nella professione dello psicologo. Inoltre, la diagnosi del carattere può diventare uno strumento ancor più utile e interessante se comprende anche informazioni ed osservazioni attinenti alla comunicazione non verbale del cliente/paziente.

Il corso “La diagnosi del carattere in psicologia clinica” consente al professionista di approfondire e integrare diversi modelli teorici, di matrice psicodinamica e analitico corporea, in un’ottica diagnostica al fine di disporre di un valido e solido strumento di lavoro.

In particolar modo, verrà approfondita la diagnosi dell’organizzazione di personalità complessiva del cliente/paziente, valutabile attraverso l’analisi del suo stile relazionale e di attaccamento, del transfert (anche emotivo corporeo), del vissuto esistenziale e delle difese dell’Io.

I costrutti teorici esaminati troveranno riscontro e applicazione in esercitazioni pratiche e mediante casi clinici.

Questa metodologia integrata fornirà allo psicologo-corsista:

– un solido background teorico-clinico;

– competenze mirate da spendere nella pratica clinica;

– la possibilità di lavorare meglio con i propri pazienti.

Il corso è organizzato dalle Associazioni Professione Psicologo e Clinè. Le lezioni avranno una cadenza mensile e si terranno di sabato mattina a Perugia.

Per maggiori informazioni e per prenotare la partecipazione ad un primo incontro gratuito è possibile scrivere a diagnosipsicoanalitica.ac@gmail.com, contattare il 389/951 5569 oppure compilare il modulo di contatto.

Clicca qui per visualizzare l’evento Facebook del prossimo incontro

Corso per “Conduttori di Training Autogeno”- Ancona, Perugia, Spoleto

Inizierà sabato 04 novembre, dalle 10:00 alle 14:00, la prima lezione del Corso di formazione per “Conduttori di Training autogeno di J. H. Scultz” dell’Associazione Clinè. La sede che aprirà alla stagione formativa 2017/2018 è quella di Ancona, seguita da Perugia e Spoleto, che vedranno attivare i corsi il sabato successivo 11 novembre. Nel capoluogo il corso si terrà dalle 10:00 alle 14, mentre a Spoleto dalle 14:30 alle 18:30.

Per coloro che fossero interessati ad apprendere questa tecnica possono chiedere maggiori informazioni telefonando al numero 389/9515569 oppure scrivendo all’indirizzo email: associazionecline@gmail.com

Spazio Argento

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Spazio argento: ascolto psicologico alla terza e quarta età. Per tutti gli over 65 che stanno vivendo un momento di difficoltà cognitiva, affettiva o relazionale.

Il servizio di sportello d’ascolto è organizzato da Associazione Clinè, e coordinato dalla dott.ssa Ilaria Truglia.

Mercoledì 25 ottobre si terrà il secondo appuntamento autunnale del 2017 per lo sportello d’ascolto alla terza età.

Per altre informazioni, clicca qui.